Premessa Importante:
Ogni qualvolta una Persona fisica produce un guadagno (in generale, che sia su internet, o con un negozio, o con una bancarella ecc…) la legge impone che questo guadagno debba essere dichiarato, e di conseguenza tassato.
Si può discutere ore su un punto a parer mio fondamentale:
Conviene dichiarare i guadagni (quindi sostenere delle spese non indifferenti) ai privati che guadagnano del denaro tramite un sito internet o un blog?
La risposta non è poi così semplice, perchè ovviamente tutto dipende dal volume di affari della nostra attività.
Io sono della stessa opinione di Paolo Moro di alverde.net quando dice che non è giusto che tutti debbano aprire la partita Iva per dichiarare i guadagni (ovviamente purchè non superino una certa cifra), il perchè è facilmente deducibile, in quanto aprire una partita IVA comporta delle spese annuali, che non sempre vengono coperte dai guadagni prodotti da un sito web, quindi la mia opinione è che è inutile aprire una partita Iva se non si guadagnano almeno 1000 € al mese da un blog. Il diritto tributario, impone la dichiarazione dei redditi, per tutte le persone fisiche o giuridiche che percepiscono in linea generale oltre 7000€ l’anno (o 5000€ l’anno da prestazioni di lavoro occasionale).
Quante forme societarie sono disponibili?
Almeno 3:
- La forma di Associazione culturale RICONOSCIUTA
- Società a Responsabilità limitata
- Ditta individuale
Io escluderei a priori la 3 (Ditta indivuduale) perchè nella malaugurata ipotesi doveste “fallire” ne rispondereste con i vostri beni personali (compreso immobili, e beni mobili), e non sarebbe poi così difficile fallire, anche con un sito internet.
La forma di S.r.l. potrebbe essere più indicata per siti internet che hanno un elevato volume di affari, e il versamento iniziale (il capitale sociale) potrebbe coprire eventuali fallimenti, infatti in caso di fallimento i vostri creditori potranno rifarsi solo ed esclusivamente sui beni intestati alla società. Attenzione questo significa che non vi tolgono la casa, ma comunque potresta andare in galera.
Concentriamoci ora sulla Forma di Associazione Culturale Riconosciuta.
Innumerevoli sono i vantaggi che questa forma societaria vi potrebbe portare, perchè essendo una no profit, non incorrerete nel rischio del fallimento, avrete un regime finanziario semplificato, e non avrete problemi di tasse.
Certo i soldi che spenderete per aprire questa associazione andranno persi, ma meglio buttare 500€ piuttosto che avere casini futuri.
Per ulteriori approfondimenti leggete
“Per guadagnare online serve la Partita IVA?” di Paolo Moro, Alverde.net







Buonasera,
scrivo per chiedere alcune informazioni. Insieme ad altre 2 persone sto fondando un’Associazione culturale, per promuovere corsi, convegni e seminari su temi d’arte e psico-sociali.
Ora, questi corsi saranno a pagamento. Quello che non riesco a comprendere dagli statuti è: L’associazione può pagare terze persone per prestazioni varie (es.il professionista che terrà uno dei corsi proposti, verrà pagato dall’associazione? Se questo professionista è uno dei membri fondatori può essere pagato dall’associazione stessa?
Grazie dell’attenzione,
Angela.
Buongiorno, lo statuto, quando parla di terze persone intende persone diverse dai soci fondatori, e dagli Associati. Quindi la risposta in teoria è no.
Tutto risolvibile se il socio fondatore ha la possibilità di fatturare con una partita Iva o Codice fiscale (diverso da quello dell’associazione) pertanto una società o associazione culturale (TERZA) la sua prestazione presso l’associazione che terrà i corsi.
Grazie mille della risposta!!
Buona giornata,
Angela