Come costruire un buon articolo in cinque steps

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aprile 9th, 20096:00 am @

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Come Costruire un buon articolo in cinque steps

Il successo di un articolo, secondo me, è strettamente correlato a qualità delle informazioni che contiene e a come vengono pubblicate. Non serve pubblicare 1000 articoli che non hanno nè un capo nè una coda, è meglio pubblicarne 100 che siano di buona qualità e siano sufficienti a soddisfare le esigenze del lettore.

Partendo da questo presupposto ho elaboratouna lista di passaggi che io seguo quando decido di pubblicare un articolo.

  1. Parlare di ciò che si conosce meglio: Può sembrare una cosa ovvia, ma non lo è poi così tanto. L’utente di internet non ammette tentennamenti, dubbi e supposizioni; entra, legge due righe, se capisce che tu sei più informato di lui sulle cose che cerca resta e legge tutto ciò che scrivi. Al contrario se capisce che chi scrive non è padrone dell’argomento, cambia blog, l’utente medio non pensa che sei il primo su Google e quindi il migliore, non conosce i meccanismi delle serp e non gli interessa sapere come funziona, cerca informazioni utili, se le trova bene, se non  le trova “Ciao”.
  2. Fissare le parole chiave  dell’articolo: ci tengo a precisare che per parole chiave, in questo contesto, non intendo letteralmente quelle che ti permettono di essere trovato attraverso i motori di ricerca, ma quelle che sono le idee principali, o i punti chiave dell’articolo. Quando mi viene in mente un argomento su cui scrivere mi siedo, prendo il mio Blocco per gli appunti (quello di carta) e fisso gli argomenti (e/o le idee) che ho in mente e creo uno schema. Una volta creato lo schema, la stesura vera e propria sarà molto più semplice visto che dovrai solo sviluppare i concetti che hai già schematizzato.
  3. Scrivere fissando degli Step: Personalmente quando leggo un articolo, cerco di selezionare le parti che mi interessano, dando una prima lettura veloce e successivamente soffermandomi sulle parti che ritengo più interessanti. Immaginate un articolo scritto come un tema del liceo, senza capoversi, senza steps, in due parole senza un “layout ORGANIZZATO” ci metterei due ore, e alla fine cosa faccio? Me ne vado, cerco un’altra fonte, magari meno autorevole, ma che mi consenta mediante l’organizzazione del testo di selezionare gli argomenti che mi interessano.
  4. Immedesimarti nel lettore: Il “lavoro” non finisce  terminata la stesura dell’articolo, anzi è proprio a questo punto che inizia il bello. Quando finisco di scrivere un articolo, mi alzo, vado in giardino, lasciando tutto in pausa, penso ad altro, per “pulire” la mente e immedesimarmi nel lettore. Pulita la mente, mi siedo nuovamente al Pc e rileggo l’articolo, al termine della lettura mi chiedo “Ho capito quello che volevo dire?”, “Sono stato chiaro?”. Se la risposta alle due domande è positiva, ritengo di aver fatto un buon lavoro, e pubblico il tutto, altrimenti cerco di chiarire le parti “Oscure”.
  5. Colpisci dritto al cervello: Una volta un professore universitario mi ha detto “Quando ti faccio una domanda voglio che rispondi a quella domanda, altrimenti mi dimostri che non sai di cosa stai parlando e mi scoccia ascoltarti,  immagina di dover uccidere una persona, miri alla testa o miri al corpo?” Al di la delle manie omicide di quel professore, ha ragione quando dice che bisogna arrivare direttamente al punto della questione, altrimenti il lettore che atterra su un blog, si perde in giri di parole inutili e dice “Cosa volevo sapere?” e se ne va. A tal proposito ha fatto scuola “L’approccio a Tramezzino” di Robin Good.

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